“La fila per entrare è così fitta che sembra quella per un concerto rock, il che contrasta nettamente
con l’atmosfera professionale del Parlamento Europeo a Strasburgo”. Nessun incipit potrebbe
essere stato più appropriato per raccontare della nostra Women’s Policy Battle all’European Youth
Event, così come lo hanno descritto in un articolo sul portale Youth Ideas del Parlamento UE.

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Il nostro think tank è composto solo da donne under 30, tutte del Sud Italia. Nonostante sia una realtà piccola e indipendente, quest’anno ci siamo introdotte sia alla Camera dei deputati con il progetto PNRR under 40, sia a Strasburgo con la nostra ‘’ Battaglia per le politiche per le donne’’. Re- generation (Y)outh nasce con un metodo, un paradigma che infondiamo in tutte le nostre attività: un approccio transdisciplinare e di tipo bottom-up, in piena vision New Bauhaus.
Nel suo speech al Parlamento Europeo, Ursula von der Leyen parla di Nuovo Bauhaus non solo come progetto ambientale o economico, ma comunica espressamente che sarà un nuovo progetto culturale per l’Europa. Sebbene questa visione sia piena di speranza, bella e ambiziosa, il suo messaggio non deve culminare nella sterile promessa di una realtà utopica, distante e isolata. Dopo questo forte appello a costruire insieme un nuovo futuro, l’intenzione deve andare oltre la retorica e creare vere partnership, nuove relazioni e progetti concreti che affrontino le complesse sfide, sociali, economiche e ambientali che ci circondano.
Per passare dal sogno alla realtà è importantissimo lavorare insieme sul design delle policies, sul policy making puro: proprio quello che abbiamo fatto al Parlamento Europeo. Come suggerisce il nome, la Women’s Policy Battle è una policy competition incentrata specificamente sulle politiche che hanno un impatto sulle donne. Le regole sono semplici: le partecipanti e i partecipanti ( in netta minoranza, e questo è un dato scoraggiante), si sono divisi in quattro gruppi e hanno raccolto proposte di policy in tre “aree di battaglia”:
1. Come ottenere parità di retribuzione e parità di accesso al mercato del lavoro?
2. Come garantire l’equilibrio tra lavoro e vita privata e un’equa condivisione delle responsabilità di cura?
3. Come garantire la pari partecipazione delle donne al processo decisionale?
Ci siamo inventate un gioco, avevamo l’intenzione seria di coinvolgere il gran numero di partecipanti accorsi al nostro evento. Nell’ideare la battle ci siamo prefissate un obiettivo ben preciso che è stato concretamente raggiunto: trovare soluzioni collettive per influenzare il dibattito e la legislazione corrente sull’uguaglianza di genere. L’evento è stata un’opportunità per i partecipanti di testare la propria capacità di analizzare e proporre politiche pubbliche, di sostenerle e di fare advocacy.
Un team è uscito vincitore dal campo di battaglia, ed è stato nominato vincitore: il “gruppo 50/50” guidato dalla polacca Agnieszka Homanska. Fedele al nome, la proposta del gruppo prevede l’assunzione di quote con un equilibrio 50/50 tra uomini e donne, non solo nelle posizioni di vertice, come spesso già avviene nei C.d.A, ma a tutti i livelli organizzativi. Il gruppo ha anche proposto la protezione delle posizioni lavorative per due anni dopo il congedo di maternità e di offrire seminari e corsi di leadership gratuiti nelle scuole, per potenziare le skills di direzione di tutti gli studenti e di tutte le studentesse.
Non ci fermiamo qui. Stiamo raccogliendo in un report tutte le proposte di policies pervenute durante l’evento, che invieremo al portale Youth Ideas del Parlamento Europeo. Le migliori idee selezionate verranno inoltrate agli eurodeputati per influenzare le future policies.
Il design Bauhaus, anche nel contesto delle politiche pubbliche europee, può consentire una prospettiva olistica, relazionale. Un obiettivo chiave dovrà essere la partecipazione profonda, ben oltre la semplice consultazione, ma passando a una più concreta co-progettazione, e cooperazione. Questo approccio crea più spazio anche per le pratiche creative, data le eterogeneità e il brain storming che produce. È risaputo che le idee migliori provengono da quella cosa straordinaria che si chiamiamo diversità.
Aprire il processo di policy design a una platea più ampia e creare pratiche partecipative potrebbe svelarci che le questioni di tecnologia e ambiente non sono estranee a quelle di cultura, identità, governance, ma piuttosto sono collegate simbioticamente: l’una sblocca l’altra.
La democrazia, quando perseguita come un sistema aperto – come la nozione di città aperta di Jane Jacobs, è come ha memorabilmente affermato Albert Camus, “la forma di società ideata e mantenuta da coloro che sanno di non sapere tutto». Questo tono umile dovrebbe essere il paradigma della nuova narrativa Bauhaus, se questo movimento vuole essere autenticamente partecipativo e transdisciplinare.
Il nostro evento non è stato un concerto, ma è stato decisamente rock. Il think tank è a lavoro per portare questo animo e tutte le nostre idee in tour in tutta Europa.
